Fondazione Mimmo Castorina | ONLUS

Residenzialita, ricerca e integrazione per la disabilita grave

Ricerca Architettonica

Ricerca sulle barriere architettoniche

Le barriere archittetoniche sono tutti quegli ostacoli che impediscono un facile accesso o uso dei servizi o delle strutture da parte dei diabili.

“Ogni essere umano costruisce una sua appartenenza spaziale proprio nel luogo dove possono albergare con naturalezza, talvolta in piena autonomia dall’architettura deputata, gli oggetti, la propria storia, i ricordi, come protagonisti della memoria diventando poi, essi stessi, totem; si arricchiscono di un significato simbolico forte e si trasformano in un rituale che serve a costruire un pò della nostra felicità”

Le persone e i lori familiari, medici, il personale in formazione, la gente che abiterà o frequenterà questi luoghi, troveranno un ambiente razionale ma con alta densità emotiva.

In ogni caso, disegnare un luogo complesso per alleviare il disagio, significa progettare o supporre di progettare ogni volta una specie di Tempio. Un luogo chiuso ma anche aperto verso l’esterno, nei limiti del nostro respiro e della nostra immaginazione. Ma sempre un Tempio perchè previsto per quel tanto di funzione e di sacralità che riusciamo progettando a dare, per la protezione di quelli che, in questo luogo, trascorreranno i giorni della propria esistenza, oltre che della propria vita.

La semplicità e l’armonia spaziale, intesa come mescolanza di codici simbolici, aiuteranno sopratutto chi ha un problema comunicativo e motorio a ritrovarsi in un proprio ambiente naturale, rassicurante ed affettuoso. Forse, in questo modo, potrà iniziare spontaneamente la sedimentazione del ricordo, la sensazione di appartenenza e di accoglienza, riducendo il peso del proprio disagio e addolcendo il momento del distacco dai famigliari. Lo spazio, articolato in ogni sua funzione, deve assumere forme semplici, rassicuranti ma ugualmente creative con prospettive, luci, colori e materiali che consentano  di costruire un legame tra il paesaggio interno e quello esterno. La musica potrebbe assumere un ruolo come l’ebbe la “musique d’ameublement” di Erik Satie. Un grande organismo d’impatto anche tattile e funzionale, che si proponga alla città nell’interrelazione costruttiva con le sedi scientifiche e che consenta una forte integrazione attraverso incontri, convegni e opportunità: un luogo di accoglienza e di scambio per chi partecipa a vario titolo per un domani migliore .

Luciano Pagani – Angelo Perversi   – Architetti

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