Struttura
Composizione del Centro Residenziale
Il centro residenziale sarà il luogo dell’integrazione fra i diversi protagonisti: a tale scopo si ipotizza la nascita di un centro che abbia le caratteristiche evidenziate nel menù a lato (CSS, RDS e CDD).
Per tutti gli ospiti della struttura saranno a disposizione ampi spazi sia al chiuso che all’aperto (orto , giardino, piscina o altro ) per attività ludiche e del tempo libero, in modo da favorire momenti in cui possano esprimersi liberamente , a seconda delle loro capacità e attitudini. Vi opereranno i professionisti che operano a favore della ricerca.
Il centro residenziale (di Luciano Pagani, Angelo Perversi — Architetti)
“Ogni essere umano costruisce una sua appartenenza spaziale proprio nel luogo dove possono albergare con naturalezza, talvolta in piena autonomia dall’architettura deputata, gli oggetti, la propria storia, i ricordi, come protagonisti della memoria diventando poi, essi stessi, totem; si arricchiscono di un significato simbolico forte e si trasformano in un rituale che serve a costruire un pò della nostra felicita”.
Le persone e i loro familiari, medici, il personale in formazione, la gente che abiterà o frequenterà questi luoghi, troveranno un ambiente razionale ma con alta densità emotiva.
In ogni caso, disegnare un luogo complesso per alleviare il disagio, significa progettare o supporre di progettare ogni volta una specie di Tempio. Un luogo chiuso ma anche aperto verso l’esterno, nei limiti del nostro respiro e della nostra immaginazione. Ma sempre un Tempio perché previsto per quel tanto di funzione e di sacralità che riusciamo progettando a dare, per la protezione di quelli che, in questo luogo, trascorreranno i giorni della propria esistenza, oltre che della propria vita.La semplicita e l’armonia spaziale, intesa come mescolanza di codici simbolici, aiuteranno soprattutto chi ha un problema comunicativo e motorio a ritrovarsi in un proprio ambiente naturale, rassicurante ed affettuoso. Forse, in questo modo, potrà iniziare spontaneamente la sedimentazione del ricordo, la sensazione di appartenenza e di accoglienza, riducendo il peso del proprio disagio e addolcendo il momento del distacco dai famigliari. Lo spazio, articolato in ogni sua funzione, deve assumere forme semplici, rassicuranti ma ugualmente creative con prospettive, luci, colori e materiali che consentano di costruire un legame tra il paesaggio interno e quello esterno. La musica potrebbe assumere un ruolo come l’ebbe la “musique d’ameublement” di Erik Satie. Un grande organismo d’impatto anche tattile e funzionale, che si proponga alla città nell’interrelazione costruttiva con le sedi scientifiche e che consenta una forte integrazione attraverso incontri, convegni e opportunità: un luogo di accoglienza e di scambio per chi partecipa a vario titolo per un domani migliore.
